La nostra Storia

“Salire in umiltà”
– Romolo Monti –

L’Hotel Miramare è Locale Storico d’Italia ed è situato nel centro della pineta di Castiglioncello, affacciato sulla splendida Baia del Porticciolo. Fondato nel 1912 da Romolo Monti, ha ospitato grandi nomi della politica e della cultura, tra cui Churchill, Pirandello, Marta Abba, Spadolini e Gassman. Negli anni, l’Hotel Miramare ha saputo conservare un’atmosfera d’epoca.
Inaugurato nel 1912, l’Hotel Miramare ha compiuto 100 anni nel Luglio 2012.

Era il novembre del 1911 quando Romolo Monti e sua moglie Gina, sposati da poco tempo, decisero di mettere radici a Castiglioncello. Iniziarono così, non senza difficoltà, la costruzione del Grand Hotel Miramare.
Passarono poco più di 8 mesi e l’Hotel Miramare aprì al pubblico: era il 14 Luglio 1912. Composto inizialmente da 3 piani fu rialzato alla fine degli anni ’50.
Da sempre condotto dalla famiglia Monti, negli anni ha saputo mantenere la propria sobrietà ed eleganza accompagnata ad un servizio di prim’ordine.
Esponenti della politica e dell’aristocrazia, dell’arte e della cultura sono stati presenti per tutto il corso degli anni ’20 e ’30 tra cui ricordiamo: Ettore Sacchi ministro dei Lavori Pubblici, il principe Bariantinsky fuggito dalla Russia nei giorni della Rivoluzione, Madame Solvay Semet e Famiglia, il pittore Oscar Ghiglia, Arturo Toscanini, lo scultore Medardo Rosso, lo scrittore e critico letterario Giovanni Papini, il pittore e critico d’arte Ardengo Soffici, lo scrittore e regista Mario Missiroli, Luigi Pirandello e Marta Abba, Emma Gramatica e Massimo Bontempelli. 

Negli anni ’60 e ’70 altri nomi famosi, legati soprattutto al mondo del cinema, hanno soggiornato abitualmente all’Hotel Miramare tra cui si ricorda Silvio D’Amico e famiglia, Alberto Sordi, Roberto Castellani, Carlo e Enrico Vanzina, Marcello Mastroianni, Roberto e Isabella Rossellini, Sandro Continenza. Proprio in questi anni, Castiglioncello fu scelta dal regista Dino Risi come set per il famoso film “Il Sorpasso”. Tutto il cast, tra cui: Vittorio Gassman, Catherine Spaak e Jean-Louis Trintignant soggiornò nel periodo delle riprese in albergo. 
Annoverato tra i “Locali Storici d’Italia” ha accompagnato, nel corso degli anni, l’espansione turistica di Castiglioncello legando per sempre il suo nome alla “Perla del Tirreno”. Nell’agosto del 1984 Giovanni Spadolini, amico della famiglia Monti, ed allora Ministro della Difesa, volle ricordare il quarantennale della sosta di Winston Churchill che incontrò gli ufficiali alleati presso l’Hotel Miramare e in quell’occasione fu posta una targa commemorativa all’ingresso dell’albergo. 

Sono trascorsi 100 anni ma l’atmosfera e l’ospitalità rimangono invariate ad accogliere tutti 
coloro che vogliono ricordare la nostra storia.

I Macchiaioli a Castiglioncello

La “rivoluzione della macchia” ebbe inizio a metà dell’800 quando un gruppo di giovani artisti dell’Accademia di Firenze che si riuniva al “Caffè Michelangelo” scoprì le novità dell’arte francese contemporanea che stavano prendendo piede a Parigi. Agli ideali dei “Macchiaioli”, così definiti in un articolo denigratorio comparso sulla “Gazzetta del Popolo” nel 1862, aderirono molti giovani artisti tra i quali Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Odoardo Borrani, Giovanni Boldini, Vincenzo Cabianca e Raffaello Sernesi.
Castiglioncello, in Toscana, fu la loro culla, il luogo simbolo della loro creatività dove dipingere “en plein air” stando a contatto con la natura incontaminata per sottolineare gli aspetti quotidiani ed autentici della vita umana. Il paese offriva allora uno scenario di incontaminata bellezza con poche costruzioni che si alternavano alla splendida costa dall’acqua cristallina.
La scoperta di questo luogo incantevole per i Macchiaioli e non solo, fu merito di Diego Martelli, grande critico d’arte fiorentino. Tra i beni da lui ereditati dalla famiglia vi era infatti una grande proprietà situata a Castiglioncello che divenne sede di un vivace cenacolo artistico. Le opere che qui realizzarono si fondavano su una ricerca illuministica ed evocativa che accentuava la bellezza dei luoghi in riva al mare e suggeriva la nostalgia dell’uomo contemporaneo. Uno dei primi quadri, ispirati proprio alla natura incontaminata di Castiglioncello, fu un dipinto di Signorini: “Pascoli a Castiglioncello” ai quali ne successero moltissimi altri. Tutte opere di altissima qualità, come la serie elegante di dipinti eseguiti in stretta dimestichezza da Borrani e da Abbati, come “Orto a Castiglioncello” o “Carro rosso con bovi”.

I Macchiaioli trovarono qui a Castiglioncello una felicità d’espressione attenta ai passaggi trepidi della luce mediterranea, all’arioso variare dei cieli e alla gamma infinita dei verdi. Paesaggi che ancora oggi è possibile notare passeggiando tra le vie e nella pineta Marradi della perla del Tirreno.

É nel contesto del paesaggio caro ai Macchiaioli, fatto di natura e poche ville, in cui approdò a Castiglioncello anche Romolo Monti, pioniere del turismo a cui l’Hotel Miramare deve la costruzione. Modenese di nascita, dopo aver viaggiato molti anni per lavoro passando l’adolescenza in Argentina, giunse nel 1910 a Castiglioncello innamorandosene a prima vista. Fu così che poco dopo acquistò un terreno di 8.000 mq tra la pineta e il mare deciso a costruirvi in poco tempo il primo albergo di Castiglioncello.
In parallelo alla sua attività di albergatore, scoprì la passione per la pittura, il commercio e il collezionismo di opere d’arte (nelle quali riportava in ciascuna lo slogan “Salire in umiltà”). Un’attività che lo accompagnò per tutta la vita dandogli la possibilità di stringere rapporti di amicizia con tanti pittori, tra i quali vari Macchiaioli, che passarono dall’Hotel Miramare e che come Oscar Ghiglia, comprarono casa a Castiglioncello.

Scriveva Romolo nel suo libro “Il mio solco” (marzo 1934): «È conosciuta oramai la fama di Castiglioncello, cenacolo di macchiaiuoli toscani, dove gli artisti venivano ospitati da Diego Martelli, mecenate e patriota. Di lui, Diego, si deve veramente dire che pose la sua ricchezza e la spiccata intelligenza al servizio dello spirito.
Castiglioncello era in quei tempi un sito vergine; aveva la malìa prodigiosa dei posti naturali belli; i macchiaiuoli furono attratti dalla sua primitività pura, dai forti colori esaltati dalla luminosità marina, dalle fosche macchie rasate dagli elementi, dalla varietà della sua costa e campagna; qui la libertà più completa di fare ciò che a loro piaceva. Forse per questo ricordo Ghiglia e la comitiva, vennero a Castiglioncello.
Che bel giorno fu codesto; contrassi ottime e nuove conoscenze; mi sovviene che quei raccoglitori, navigati e di polso, vollero vedere le mie poche e modeste cose; e, siccome io le teneva nella cassaforte, essi fecero sì grasse risate per la mia previdenza, che a lor parve, si capisce, eccessiva. Io alle prime armi ritenevo stessero bene i quadri al fresco ed al sicuro, li consideravo gioielli. Avvenne che, in quella circostanza, il pittore Oscar Ghiglia, si entusiasmò del paese, combinò l’affitto di una villetta, per venirci colla sua famiglia. E vi tornò. Fummo ben presto cordiali compagni. Uomo onesto e intelligente, fu per me il miglior educatore, Mi aprì la mente, e contribuì a migliorare i miei sentimenti artistici. Egli con pazienza, con esempi convincenti, discussioni semplici e pratiche si adoperava perché comprendessi coll’intelletto, ciò di cui ero assetato».